Vincitori

La 3a edizione del concorso è aperta!

chi sarà il vincitore di questo mese? potresti essere TU!

Ecco i primi vincitori mensili. Il concorso è aperto ogni mese dal giorno 25 al giorno 24 del mese successivo, fino al (quest’anno eccezionalmente) 10 OTTOBRE 2018.

L’imbarazzo della scelta per il mese di Agosto è esemplificato qui… selezionate due foto dello stesso autore!one day in venezia photo contest

 

One Day In Venezia Photo Contest

 

one day in venezia

One Day In Venezia Photo Contest

Ciao mi chiamo Marilena, sono di Biella e lavoro in ufficio nel settore della produzione e distribuzione di audiovisivi.

Mi piace viaggiare ed andare alla scoperta di nuove realtà  per portarmi a casa ogni volta quel qualcosa in più che nessun libro di scuola è in grado di insegnare.

Perdersi tra calli, campi e ponti, è il  modo migliore per vivere Venezia. Solo così si possono cogliere le molteplici  sfaccettature che questa città offre, per poi fermarsi ad osservare la gente in un giorno di pioggia, e scattare una fotografia, dove l’atmosfera diventa magica.

Mi piace fotografare per sfuggire al destino e così mi invento emozioni. Sono alla continua ricerca di un’arte espressiva in cui i concetti e le idee a volte diventano più importanti del risultato estetico e ritengo che solo attraverso la fotografia si possano inseguire storie impossibili, perchè ha il potere di fare emergere le cose dal nulla. Ho la mania di fotografare i dettagli, dove il particolare può dar spazio alla mia fantasia e a quella dell’osservatore.

Da anni faccio parte del direttivo del Fotoclub Biella che mi permette di condividere questa passione e sono perfettamente d’accordo con Elliot Erwitt: “manipolare una foto non è un fatto nuovo, adesso è solo più facile e tutti lo possono fare. Quello che è intollerabile oggi è far passare una foto manipolata per una vera“.

one day in venezia photo contest

Ciao, sono Andrea Trabucco, nato a Venezia, e residente a Mogliano Veneto. Lavoro a Venezia in un hotel del centro storico da oltre 35 anni. Quindi una vita a Venezia, vissuta con la sua quotidianita’ con le sue varie sfaccettature le sue varie problematiche. Spesso la vedocon l’occhio del pendolare che si reca al lavoro… quindi determinati aspetti ingiustamente passano in secondo piano. Ho iniziato pero’ a vederla ultimamente con un occhio diverso.

Sono appassionato di fotografia sin da giovane,  attratto da ottiche macchine fotografiche e rullini. Credo che alcune passioni nascano dentro di noi senza alcuna spiegazione specifica. Ho ammirato molto gli scatti del maestro Fulvio Roiter  della “sua” Venezia. Venezia è unica,  magica nei suoi colori nei suoi scorci nei suoi angoli nelle sue malinconie nella sua tristezza. Una mia cara amica spagnola un giorno mi disse: Venezia non fa parte di questo mondo …Venezia e’ un mondo a parte……..

Credo che un fotografo sia avvantaggiato a Venezia perche’  soggetti e scorci sono innumerevoli… Io… scatto molto infatti anche durante il Carnevale. Qui in questa foto ho “ibernato” la gondola in occasione dell’ultima nevicata di marzo. Attualmente sto frequentando un corso di fotografia base per imparare e approfondire impostazione e tecnica, per inizare un nuovo percorso in questo mondo affascinante. Mi accompagna la mia Canon EOS 600d. A volte sembra mi parli… e mi suggerisca di scattare…

 

(Non ce l’abbiamo fatta a non selezionare di nuovo un’immagine di Paolo!!!)

Ciao! Sono Bryan Aptekar - One Day In Venezia Photo Contest Bryan Aptekar. Considero Portland, Oregon (USA) la mia casa: sono fiero di far parte di un gruppo di professionisti che si occupano del sistema locale di parchi.

Benché io ami la mia professione, la fotografia nutre la mia anima. Ho la mia fotocamera in mano fin dall’infanzia ma sono recentemente mi sono sentito un fotografo. Dico spesso che la fotografia è la mia buona scusa per viaggiare. Anche se non è proprio così, perché esplorare il mondo per me è fondamentale come respirare, quel che apprezzo del portare una macchina fotografica è che ti obbliga a rallentare,  a guardare con attenzione il mondo intorno a te.

Da ragazzo ho visitato Venezia in gita scolastica, e qui ho acquistato la mia prima opera d’arte – un dipinto ad olio dello skyline di Venezia. Mi sento incredibilmente grato per esser stato in grado di tornare a Venezia la scorsa primavera come artista emergente, in una residenza d’artista ospitata da Art & Soul. E’ stato in questo periodo che ho assaporato il lusso di mangiare, bere ed esplorare la mia strada in questa città magica. Ovviamente con la mia fotocamera, per cogliere le cose per come le vedevo. Riflettendo sul mio periodo a Venezia, mi sono rimasti impressi la bellezza, la storia, e la resilienza, ovvero la pazienza, l’ospitalità, e l’ingegno della gente di Venezia che vive in questo posto così unico.

one day in venezia

OnedayinVenezia.com monthly Winner

Mi chiamo Paolo Felletti Spadazzi, sono nato a Padova, ma abito a Venezia da diversi anni. Sono un ingegnere in pensione.

Da bambino mi piaceva disegnare e fin da ragazzino ho cominciato a fotografare. Venezia è stato uno dei miei primi soggetti.

Ricordo che cominciai negli anni ’60, con una Kodak Instamatic. Una volta mi trovavo al Lido e volevo fotografare il tramonto sulla laguna. Cercando di avvicinarmi all’acqua più che potevo, scivolai sui gradini della riva, coperti di alghe, e la macchina mi cadde nell’acqua. Ero distrutto, ma provai a ugualmente riportarla al negoziante per un disperato tentativo di riparazione. Grandissima fu la mia sorpresa e la mia gioia quando, dopo circa quindici giorni, mi comunicarono che la Kodak aveva sostituito gratuitamente la mia Instamatic sinistrata con una nuova. Anzi, con un modello più recente!

Da allora sono passati più di cinquant’anni, durante i quali, con alti e bassi, ho sempre fatto fotografie. Però, adesso che sono in pensione, posso dedicare molto più tempo alla mia passione. Il ritorno alla fotografia è stato stimolato anche da una ricerca che sto sviluppando, che mi  porta a confrontare la simbologia dei tarocchi con i vari elementi iconici della città di Venezia. Mi piacerebbe condividere con altri questo percorso…

one day in venezia

Ciao, sono Mark Robinson e vivo a Burnley (UK). Ho avuto la fortuna di viaggiare in molti paesi sia per lavoro sia per turismo, e porto sempre con me la mia macchina fotografica. Quindi penso che potrei definirmi un fotografo di viaggi. Ma con una differenza – sono costantemente alla ricerca dell’insolito, dell’inusuale. La tipica battuta nella mia famiglia è  he mentre tutti gli altri sono concentrati ad ammirare un paesaggio favoloso o un meraviglioso edificio, io sto puntando la mia macchna fotografica nella direzione opposta, per scattare la foto di una maniglia o di qualche strana finestra.

E il posto che preferisco visitare e fotografare? Risposta semplicissima – la splendida Venezia, of course!

Mia moglie ed io siamo stati a Venezia sette volte finora. L’abbiamo vista in primavera, in estate e in inverno.  Le ultime due volte vi abbiamo festeggiato l’Anno Nuovo.  Perché non c’è niente di più magico che abbracciare la persona che ami, mentre ammiri i fuochi d’artificio sulla laguna di Venezia.

Tutti e due amiamo perderci a Venezia, camminare senza mappa e perdere strada nel labirinto di svolte a destra e a sinistra. I ponti di pietra ti guidano in callette scure che ti riempiono di una aspettativa e un senso romantico di essere molto vicini a qualcosa di nascosto e segreto. Ed improvvisamente incontri un piccolo, speciale ristorante dove il pesce è gustoso in maniera spettacolare,  etutto viene innaffiato con un bicchiere (o due) di prosecco.

Come mai il prosecco è sempre molto più speciale se lo bevi a Venezia?

 

one day in venezia

onedayinveneziaMi chiamo Gianmarco Donaggio. Sono nato e cresciuto in Italia, e al momento vivo ad Oslo e mi occupo di cinema. Vedo la fotografia come una forma di meditazione, un modo di armonizzare le mie impressioni con le espressioni del mondo. Fotografare è estrarre la sottile essenza della vita, che può poi essere osservata, investigata e reinterpretata. Di conseguenza, la mia pratica fotografica è ancora analogica, la pellicola è una componente fondamentale del mio lavoro, mi permette di ottenere uno sguardo distaccato e porta una forma essenziale di mistero che entra a fare parte del processo.

“One day in Venezia” è la mia prima partecipazione ad un concorso fotografico ed il mio debutto espositivo nel mondo della fotografia. Sono onorato di poter esporre questa foto a Venezia; una città magica, un luogo in cui perdersi, ed una volta persi: meravigliarsi. Venezia è una fonte di pura curiosità ed il luogo perfetto per esplorare la fotografia. Le chiese, i campielli, i bar, non sembrano avere un luogo determinato e statico, ma semplicemente si manifestano a chi li sta cercando, e se non trovati, certamente lasceranno spazio a qualcosa di inaspettato e altrettanto sorprendente. La città è più di questo, con tutto ciò che ha da offrire sta resistendo come una delle poche realtà italiane contro la decadenza dei tempi moderni, e mi sembra continui ad affermare la sua presenza come centro d’arte, essendo inoltre un’opera d’arte di per sé. Camminare per le calli di Venezia è come essere in un quadro.

La foto che ho scattato è stata come un regalo dalla città; io ero solo lì, pronto ad ascoltare.

one day in venezia

Ciao, mi chiamo Paul Andrews, sono un appassionato di fotografia, ho 59 anni e vengo da Harwich, in Inghilterra. Il mio viaggio fotografico è iniziato quando mi è stato prestato una compatta Olympus Trip per una vacanza a 20 anni e mi sono subito appassionato. Poi sono passato a una macchina da presa Olympus OM10 SLR, sono entrato nel club di fotografia locale e ho letto quante più riviste fotografiche possibile per migliorare le mie capacità e conoscenze. Poiché vivo sulla costa, il mare e i paesaggi sono la mia passione da sempre, cerco di ottenere la luce migliore, anche alzandosi presto con il mio fidato treppiede e la reflex digitale. La bellezza della fotografia è che ci sono molti possibili soggetti, ho anche passato il tempo a girare per le strade di Londra in cerca di persone interessanti, sfondi e luoghi. Per la foto di paesaggio, non ci sono mai due giorni uguali. Ho avuto la fortuna di visitare Venezia due volte fuori stagione e ho programmato di visitarla di nuovo a marzo dato che me ne sono totalmente innamorato. Mi stimola come nessun’altra città, nel momento in cui arrivo e durante la mia prima visita ho aperto il mio treppiede per scattare delle immagini ancora con la valigia accanto a me, prima ancora di arrivare in albergo. Per me Venezia ha tutto, è così unica e affascinante che continua ad attrarmi.

Bonjour, sono Xavier Hatchi di Lione (Francia).
Sono stato a Venezia molte vole e me ne sono innamorato dal primo giorno. Venezia è quasi un affare di famiglia per molte ragioni. La prima volta ci sono stato con mia moglie e i suoi genitori, e poi sempre con miei familiari. trovo che la bellezza di Venezia non sia convenzionale. Di solito soggiorniamo nella zona di Madonna Dell’Orto: una zona molto tipica e ben preservata. Il nostro viaggio più recente è stato nel Novembre scorso, volevamo mostrare a città ai nostri 2 figli. E’ stato bello passeggiare lungo i canali e viaggiare in vaporetto. Durante la Biennale Arte, oltre a mostre straordinarie, abbiamo potuto appezzare l’accesso ad incredibii palazzi. Da un punto di vista architettonico, Venezia è stupefacente, è un soggetto fantastico per ogni amante dell’arte. Ogni singolo palazzo è un’opera d’arte. 
La mia passione per la fotografia è cresciuta negli anni.
Mi piace fotografare tenendo tempi lunghi e mi sorprendo per la quantità e diversità di movimenti che possono essere catturati e racchiusi in un singolo fotogramma. Venezia è il luogo perfetto per questo: bellissimi edifici statici circondati da acqua e barchein movimento. 
La foto che ho inviato al concorso ha un tempo di esposizione di 20 secondi. A guardarla da vicino, questo tempo ti permette di vedere la traccia delle luci del vaporetto anche se il vaporetto stesso è scomparso… Inoltre ilmovimento dell’acqua rende il canale “nebbioso”. 
Ho aspettato la “blue hour” per scattarequella foto, in modo che al momento di convertirla in monocromo, tutto si è rsolto in toni di grigio più che in bianco e nero. 
Grazie per aver scelto al mia fotografia, è sempre un piacere parlare della mia passione e spero di poter condividere con voi il resto del mio lavoro.

one day in venezia

boris dalpozzo

Mi chiamo Boris Dalpozzo, ho 37 anni, sono un Medico Veterinario e vivo e lavoro a Bologna.
Ho conosciuto la fotografia grazie a mia mamma che da tanto tempo tiene un album con bellissime foto di famiglia che continuo a sfogliare per ore ancora oggi. Nonostante questo ho sempre tenuto le distanze da macchine fotografiche ingombranti, borse piene di obiettivi e dalla miriade di scatti a volte un po’ invadenti dell’era digitale.
Mi sono realmente appassionato alla fotografia improvvisamente, quando un amico durante una vacanza mi ha messo fra le mani una Leica M3. Inutile dirlo, appena tornato ho cercato e trovato la mia prima (e unica…) macchina fotografica. Da quel momento ho scoperto un modo di fotografare diverso da quello a cui ero abituato. Una fotografia più intima, personale, riflessiva, composta… una fotografia che induce a pochi scatti, ad apprezzare veramente la luce e l’attesa del momento giusto.
Mi ha insegnato a guardare con occhi diversi anche attraverso l’obiettivo di altri strumenti come la fotocamera del mio cellulare, che inevitabilmente ancora utilizzo.
Per me Venezia è meravigliosa. Sicuramente nasconde tante bellezze e particolarità che sfuggono a quelli che, come me, non hanno avuto modo di conoscerla a fondo. Credo però che la sua architettura, i canali, le gondole, le maschere, i bacari, l’odore di mare e di umido non siano solo luoghi comuni. Credo che siano quello che la rende inconfondibile e unica. Per questo ho scelto  questa foto. Il ritratto di un momento in cui tutto riposa tranne la sua instancabile bellezza.
Non avevo mai partecipato ad un concorso e sono felice ed onorato che sia questo il mio debutto!

 

Albo dei vincitori del concorso fotografico
One Day in Venezia – 2a Edizione

.. e qualche commento:

naturalmente gli italiani sono logisticamentefacilitati per la possibilità di venire a Venezia più spesso e scattare foto in momenti diversi, con più tempo, più calma, più pensiero. E’ anche maggiore la possibilità di cogliere un momento speciale (vedi la foto di Zanetti). Ma… non è detto. A Venezia occorre soprattutto saper guardare. Darsi il tempo di curiosare. Cosa che per  il turismo di questi ultimi anni non è così scontata. Il Cogli l’attimo che viene inteso praticamente solo in senso godereccio, qui ha a modo suo un senso di godimento. Guarda, goditi quest’attimo, e portatelo a casa. A questo in fondo serve la fotografia. Sui social dilaga la fotografia esibizione del sé, quasi del proprio respiro. E’ un bene, un male? A chi interessa? Non vogliamo giudicare, solo ricordare che.. a Venezia c’è Venezia.
Vi sarete resi conto, dando un occhio alle immagini premiate, di quanto eterogenei siano stati i soggetti, gli stili, i generi.  Abbiamo provato ad indicare dei sottotemi ma non è stato facile per i concorrenti: era un ulteriore svantaggio per i viaggiatori che non si possono permettere di restare a Venezia il tempo sufficiente per scattare l’immagine giusta. Morale della favola: un grande e interessante caleidoscopio, e una certa difficoltà nel selezionare i vincitore, sempre, ogni mese, e alla fine ancora di più.
Anche perché…  parlando di fotografi non professionisti, c’è da considerare, comunque, uno degli “handicap” del “fotografo della domenica” (letteralmente e senza offesa, trattandosi di persone che fanno un altro mestiere e dedicano alla passione della fotografia appunto i momenti liberi)  è quella di faticare ad essere preso sul serio. Quante volte vi sarà capitato, mostrando una foto di cui siete particolamente orgogliosi, di sentire dal coro dei complimenti una vocina che ipotizza un vostro colpo di… fortuna?  Come se ad un/a chiamiamolo  hobbista la foto giusta uscisse solo “per sbaglio”. Qualche volta sarà anche vero, ma insomma…
E così, guardando e riguardando le foto in concorso, per i premi finali non ci siamo basati solo sulle immagini singole: di tutti i premiati (Lazareva, Wilmot, Rallo, Zanetti) avevamo potuto visionare più di una foto iscritta. Ci siamo resi conto dello stile, della voglia, dell’impegno e dell’amore per (sì) la nostra città, e la vita. Lazareva e il suo lavoro sul tema del doppio; Wilmot e la sua costanza nella ricerca di una possibilità di difendere Venezia; Zanetti con il suo sguardo divertito e stupito – perché è vero, per quanto tu abbia visto, c’è sempre qualcosa di cui meravigliarsi; Rallo con il suo bianco e nero a raccontare un’infanzia senza tempo.
Dovevamo scegliere, è parte del gioco. Questi hanno vinto, ma gli altri non hanno perso, e speriamo di ritrovarci presto, tutti insieme, a guardare i vostri lavori.

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Il vincitore del  mese di Settembre 2017 è Giovanni Volpe (che non è parente di Paola Volpe!), con una foto molto particolare in un luogo… molto cinematografico, in cui molti fotografi amano gocare.

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Ciao, sono Giovanni Volpe. Architetto ed insegnante, nato nel 1973, ho scoperto la fotografia durante il corso di laurea in Architettura. Abbandonata per una decina di anni, questa passione è riaffiorata nel 2013; ho frequentato due corsi di fotografia ed alcuni workshop. Mi piace viaggiare, scoprire nuove culture e confrontarmi con esse. Sono affascinato dalla  fotografie wildlife, paesaggistiche, ma soprattutto di reportage di viaggio e lo street. Questi due generi fotografici per me rappresentano la vera essenza del racconto fotografico.

Le mie origini sono siciliane e Marsala è la mia città natale; vivo in Toscana da quasi 15 anni dove mi sono trasferito per lavoro. Ho la fortuna di conoscere e fotografare due regioni bellissime e tra i miei tanti scatti sicuramente molti descriveranno queste meravigliose terre.

Non mi sento un fotografo, ma mi piace definirmi “un fotoamatore che, con grande passione, giorno dopo giorno cerca di raccontare e trasmettere con le proprie foto delle piacevoli emozioni a chi le osserva.”

Ad AGOSTO 2017: un vincitore e una Special Mention!!

Luca De Riz (Italia, vincitore mensile) e Alexandre Neves (Portogallo, special mention)

Luca www.onedayinvenezia.com“Sono Luca De Riz, un insegnante di informatica appassionato di fotografia.

Molti anni fa, la vecchia reflex Konica manuale del signor Bruno, ha fatto nascere in me una curiosità che, ben presto,  si è trasformata in una grande passione.

Ho  iniziato a leggere libri e riviste cercando di affinare la mia tecnica; la laguna di Grado e i suoi gabbiani sono stati la mia prima palestra.  

Oggi  la reflex mi segue ovunque. Scattare  stimola in me la voglia di cercare l’attimo da fissare, da ricordare.

Mi piace la ricerca del dettaglio, dello scorcio nascosto, della luce, dei gesti delle persone che incontro per strada: Venezia, per tutto questo, offre sempre infiniti spunti.

Grazie per avermi permesso di condividere con voi la mia passione.”

 

 

 

Per LUGLIO 2017: 2 vincitori ex-aequo:

Tatiana LAZAREVA (Russia) e Massimo CAMPIOLI (Italia)

 

massimo campioli www.onedayinvenezia.com“Ciao, mi chiamo Massimo Campioli, vivo a Modena dove svolgo l’attività di geometra. Sono stato a Venezia diverse volte in occasione del Carnevale, della Biennale o semplicemente per gustarmi la bellezza della città, purtroppo sempre per un solo giorno, arrivando la mattina e partendo la sera. Quest’anno sono riuscito a coronare un sogno che avevo nel cassetto: festeggiare il mio compleanno a Venezia. Per l’occasione, con mia moglie, abbiamo concordato di rimanere alcuni giorni per poter vedere la città di giorno, di notte e soprattutto andare a scoprire gli angoli meno conosciuti e meno affollati.

Ho sempre amato fotografare: fin da adolescente con gli amici “ero quello con la macchina fotografica” che documentava tutti i viaggi e i momenti felici trascorsi insieme. Solo sei anni fa ho fatto il grande passo, acquistando una reflex e mi sono appassionato sempre più alla fotografia amatoriale. Ho frequentato alcuni corsi di fotografia, partecipato a diversi concorsi raccogliendo anche qualche soddisfazione personale. Amo il confronto con altri appassionati di fotografia, proprio per questo motivo da un paio di anni frequento un circolo fotografico della mia città, dove posso condividere la mia passione con persone che hanno il mio stesso hobby. La fotografia rimane per me un momento di evasione che mi regala attimi di grande felicità”.


Luca Massarotto vince il concorso di GIUGNO 2017!

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Come foto vincitrice del mese di MAGGIO 2017 abbiamo scelto un’immagine in bianco e nero scattata in Piazza S.Marco qualche anno fa da Piera Trento, che qui si racconta e ci racconta la storia della sua Venezia di quegli anni. Di  quando era ragazza. Non molto tempo fa, ma il mondo è davvero cambiato. Anche quello della fotografia.

Piera Trento www.onedayinvenezia.com

“Mi chiamo Piera, sono un’insegnante. Conosco Venezia da una vita. Già giovanissima ero lì, non come turista ma come appassionata. Di fotografia, di teatro, di musica. Partivo in treno, dopo il lavoro, con degli amici. Si tornava a notte fonda.

Eravamo al Malibran, al Goldoni, alla Fenice. Per Lindsay Kemp, per Carolyn Carlson, Pina Bausch, Valentina  Cortese, Carla Fracci… Venezia non era solo una magnifica città, era luogo di cultura, di idee. Se, giovani, si aveva voglia di conoscere, si doveva partire, andare.

Ho sempre amato il bianco e nero, è essenziale. Ho sempre “studiato” le immagini nei libri, nelle riviste. Proprio dalla lettura di una rivista ho appreso della tecnica fotografica dell’infrarosso e me ne sono innamorata. Per una decina d’anni ho usato esclusivamente l’INFRARED HS della Kodak che sviluppavo e stampavo personalmente. Fino a quando l’hanno ritirata dal mercato perché non c’era grande richiesta…e si è passati al digitale di oggi.

Lo uso anch’io ma uso ancora la pellicola e mi appoggio ad un eccellente stampatore di bianconero, di Torino,  con cui mi capita di stare a lungo al telefono a parlare di fotografia.

Ho avuto poi la fortuna di far parte, per decenni, del Circolo Fotografico Città di Thiene (con cui ho festeggiato, nel 2014, i 40 anni di attività) e di avere accanto due veri maestri e amici: Bruno, fotografo di livello internazionale, e Giuseppe, fine bianconerista. Sempre disponibili, prodighi di consigli e mai gelosi della loro arte.Nel mio piccolo, ho vinto dei concorsi, pubblicato delle foto, partecipato a mostre. Alcune mie immagini, vincitrici di un concorso sulle città murate, sono state esposte a Tendo, in Giappone.

Curioso è il modo in cui ho iniziato. Mia sorella si stava laureando e la sua tesi si riferiva alle varie tappe dello sviluppo motorio nel bambino. Mi chiese di aiutarla fotografando il suo piccolo, oggi 43enne. Mi procurai una Kodak Instamatic e poi papà mi regalò una Polaroid che conservo ancora.”

 

La foto vincitrice del concorso fotografico di APRILE 2017 è di Mirka Rallo – bambini che giocano in Campo San Giacomo dell’Orio a Venezia

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Mirka Rallo (Mestre), impiegata, ama l’arte fin da bambina. Mi sono accostata al mondo della fotografia quattro anni fa, quando dopo l’acquisto della mia prima reflex; ho frequentato un corso di fotografia base e poi avanzato. Inizialmente, c’era soltanto la voglia di imparare ad usare una macchina fotografica, e ad acquisire la tecnica necessaria per scattare una buona foto. Strada facendo è scoppiata la passione, tanta da portarmi a frequentare workshop, corsi di approfondimento, letture quotidiane di libri e riviste fotografiche e facendo della reflex una compagna inseparabile. Ho collaborato per due anni alla realizzazione di una rivista di storie e fotografie in pubblicazione su issuu. Mi appassiono sia ai paesaggi lagunari che al genere street, al documentare la vita quotidiana, trovando tra la gente genuini sorrisi, atteggiamenti curiosi per raccontare storie diverse, uniche, ambientate soprattutto a Venezia città che amo moltissimo, e che considero una straordinaria palestra per “allenarmi a scattare”. Guardare attraverso l’obiettivo, per me, è un evadere dal mondo e da ciò che mi circonda, entrando in un mondo a sé, dove emozioni, colori e spazi sono amplificati, catturando istintivamente per la strada fermi immagini della vita. La fotografia, per me è un modo per esprimermi, e nelle mie fotografie cerco sempre di raccontare una storia, lanciare un messaggio, trasmettere un’emozione, quell’emozione che la fotografia a me sempre regala”.

 

Anna Szmuda - http://www.onedayinvenezia.com

Una buona idea si può sviluppare in molti modi.  E questa è un’immagine evocativa, anche se non perfetta. D’altra parte, questo è un contest fotografico per non professionisti. Anna Szmuda (Polonia) è la vincitrice di MARZO 2017
ciao, sono Anna Szmuda, nata nel  1991. Vivo nel nord della Polonia e posso dire che la macchina fotografica è diventata un’estensione della mia mano! ??

Qualche tempo fa mi sentivo quasi oppressa e preoccupata da molti dettagli, prima di scattare una foto. Dopo aver visitato Venezia, qualcosa in me è cambiato irreversibilmente. Ora mi sento consapevole di quel che vedo, sento, gusto, annuso, e ascolto. Ogni minuto della vita a Venezia diventa una celebrazione,che accolgo in modo calmo e positivo.
Inoltre sono sempre stata interessata all’arte e attratta dal Rinascimento italiano. Dopo aver visto da vicino molti capoloavori, ad esempio quelli di Tintoretto nella Scuola Grande di San Rocco o nelle in Gallerie dell’Accademia, ho iniziato a nutrirmi di arte.

Essere a Venezia durante il  Carnevale è stata un’altra esperienza indimenticabile. Ho scattato la fotografia premiata mentre stavo sdraiata per terra per cercare l’inquadratura migliore, con un cuore di bambina immersa in una favola.

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Nell’albo dei vincitori del concorso fotografico di Febbraio 2017 entrano 2  ex-aequouna menzione speciale. La scelta è stata difficile per la varietà di soggetti, stili e tecniche.. ma alla fine abbiamo trovato per questo mese un criterio per la selezione dei finalisti! Tra i temi suggeriti c’era per motivi di calendario “Venezia e le Maschere”, in contemporanea allo svolgimento del Carnevale. Non si trattava ovviamente di esibire la maschera più bella ma appunto – come suggerito – di mostrare la vostra “idea” o impressione (nel senso fotografico). Non era un sottotema obbligatorio, come avrete letto. Ci siamo ritrovati con alcune foto tecnicamente bellissime, ma che non ci hanno “parlato”. Alla fine abbiamo premiato una foto più “classica”, ma preziosa per il momento colto dagli occhi del fotografo, e altri due scatti carnevaleschi di cui uno più riuscito: entrambe a nostro parere sono state capaci di mostrarci “cosa c’è sotto la maschera”.

FEB2017-EXAEQUO- Luca Massarotto - http://www.onedayinvenezia.com

Neve a Venezia. Magica, giocosa, incredibile e .. così black & white.  Di Luca Massarottovincitore ex-aequo del Photo contest di Febbraio 2017

Luca Massarotto - http://www.onedayinvenezia.com
“Di professione sono un allestitore nel mondo dei grandi eventi. Lavoro spesso anche per il cinema e la pubblicità.
Il frequentare l’ambiente dello spettacolo mi ha educato ad uno sguardo più attento e sensibile per le cose e persone che mi circondano.
La fotografia è sempre stata una mia passione che ultimamente pratico con più assiduità, facendo parte anche dell’associazione fotografica “Marco Polo”.
Il vivere a Venezia mi offre continui stimoli nel trovare situazioni e persone le più svariate. Il genere di fotografia che prediligo è la “street-photography””.

 

FEB2017-EXAEQUO-marco-cendret http://www.onedayinvenezia.com

Una “molto improbabile” famiglia veneziana settecentesca è seduta in un Caffè di Piazza S.Marco. Eh, il flusso turistico è molto cambiato a Venezia, e per gli orientali siamo diventati il massimo dell’esotismo. Dettaglio che non sfugge all’ironico obiettivo di Marco Cendretex-aequo winner. 

 

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Cosa c’è dietro una maschera di Carnevale? Qui è pura Felicità, e ad ogni età. Menzione speciale a Luca Lamanna, amante della street photography

 


Proseguendo la gallery delle foto finora premiate, i finalisti del concorso fotografico si raccontano

odv jan2017w katia morichetti http://www.onedayinvenezia.com

katia morichetti - http://www.onedayinvenezia.comCiao, sono Katia Morichetti. Scatto foto da circa sei anni, ho vinto un po’ di premi, ho esposto in giro, ho lavorato per il teatro, ho avuto la fortuna di conoscere e studiare con i fotografi che amo. Ho iniziato a fotografare perché mio padre faceva delle orribili foto di famiglia, tagliando sistematicamente le teste di tutti i parenti. In un sito che si occupa di concorsi fotografici ho letto di “One Day In Venezia” ed ho pensato di avere la foto adatta, scattata dietro casa della mia amica Lucia, in zona Castello. Con Venezia ho una sfida fotografica in corso da qualche anno: scattare e non fotografare mai gondole, maschere, piccioni, canali. Cerco sempre la Venezia che non si vede, cerco la bellezza di una città che potrebbe anche non essere Venezia ma che è bella come solo Venezia sa essere. Per me è interessantissimo. Non sono mai stata d’accordo con chi dice “Venezia è bella ma non so se ci vivrei”. Io ci vivrei volentieri. Mi piace, mi piace il silenzio che c’è di notte, mi piace la calma della città, nonostante la miriade di turisti. Non so mai bene dove sto andando quando giro per Venezia perché la sua planimetria a forma di pesce mi disorienta sempre, ma va bene così, dopotutto perché dovrei sapere esattamente dove sono? Mi bastano i cartelli gialli: Alla ferrovia, Per San Marco, All’Accademia, ma molto spesso snobbo anche quelli, perché contro il labirinto non si combatte ma ci si perde.

 

 

odv-dec2016 maurizio zanetti http://www.onedayinvenezia.com

 

Maurizio Zanetti http://www.onedayinvenezia.comSono Maurizio Zanetti… e amo Venezia!!! La amo di quell’amore cieco e passionale che vede solo il bello e ti impedisce di vedere tutto quello che la rende una città molto complicata da vivere, dall’acqua alta alle orde di turisti che quotidianamente la invadono, dai beceri negozietti spacciatori di carabattole made in China, al luna park di pizzerie, fast food, improbabili take away.
La amo dai lontani anni ’70 quando, studente di architettura allo IUAV alloggiato alla casa dello studente di Calle della Laca, uscivo alla sera per lunghe e solitarie passeggiate notturne, per poter ammirare calli e campielli senza la coreografia turistica. E dal tempo del primo Carnevale dei Teatri, anno 1980, quando la regia di Maurizio Scaparro creò un evento straordinario che fotografai giorno e notte, tra campi e teatri.
La amo per la Mostra Internazionale del Cinema del Lido, un appuntamento al quale dal 1979 non mancai per una ventina d’anni, vedendo centinaia di film ma imparando anche a conoscere la bellezza del Lido, Malamocco e Alberoni, i vaporetti di notte, i profumi e i colori di fine estate.
La amo per la Biennale Architettura, per la Biennale Arti Visive ai Giardini in fondo a Riva degli Schiavoni, per quello che ho potuto negli anni vedere e fotografare, scoprendo passo dopo passo il meraviglioso sestiere di Castello.
Ma la amo soprattutto per le piccole cose che ogni passeggiata tra le sue calli mi regala, per gli scorci, le assonanze e dissonanze, ombre e tagli di luce, profumi e odori. Credo di non aver passato un anno, a partire da quando ero studente IUAV, senza averci fatto almeno un paio di “pellegrinaggi”. A volte con obiettivi precisi (una mostra, un monumento, una Chiesa, un Museo), più spesso con lo spirito dell’andare a casaccio, del perdersi per ritrovarsi, del non cercare nulla perché abbiamo già trovato tutto. Fino ad una decina di anni fa queste mie uscite erano sempre accompagnate dalla reflex, prima alimentata da rullini Ilford per il bianco e nero o diapositive Kodak per il colore; poi, arrivato il digitale, dalla scheda di memoria. Quando finalmente ho avuto tra le mani un “telefonino che scatta le foto” ho cominciato ad usare quello. Da sei anni iPhone e la app Hipstamatic sono diventati il mio modo ricordare luoghi ed emozioni, di prendere veloci appunti scattando foto. Da una mia “gita a Venezia” porto sempre a casa centinaia di immagini. Quelle che resistono nel tempo, che mi emozionano ancora dopo qualche settimana, finiscono nella mia pagina su FLICKR, in contest su FB, in concorsi.
“Venezia Rivelata”, il fantastico progetto di Alberto Toso Fei ed Elena Tagliapietra, ha avuto la sua conclusione in piazza San Marco il 20 settembre 2015. Potevo andare con la super reflex e il super zoom, ho scelto di viverlo e documentarlo con il solo iPhone. Riscoprendo il piacere dello scatto semplice, ravvicinato, dentro la scena, parlando con il soggetto fotografato e condividendo la sua performance con le mie emozioni. Dopo un pomeriggio di lavoro preparatorio, per gli scatti finali i fotografi professionisti erano sul campanile di San Marco con le loro superattrezzature. Io ero in piazza, lo smartphone quasi scarico tra le mani ma l’emozione di un bambino davanti a quelle luci accese verso il cielo che imbruniva.
Mi sembrava la foto giusta per le “luci di Venezia”. La giuria mi ha dato ragione. Grazie.

 

odv-nov2016w cleve schneider http://www.onedayinvenezia.com

cleve schneider http://www.onedayinvenezia.com

Warmest Greetings!

Ciao da Cleve Schneider. Sono cresciuto in Idaho, ho vissuto in California ed ora mi trovo a Dallas in Texas. Amo fotografare per ricordare i miei viaggi negli USA e all’estero. Ho ereditato la passione per la fotografia da mio nonno, che proiettava incantevoli foto dei suoi viaggi in Mexico e alle Hawaii, quando ero piccolo.

Decenni dopo la sua morte, quando visito un luogo che ho conosciuto attraverso le sue fotografie, sono ancora molto colpito dai cambiamenti avvenuti rispetto alla memoria da lui documentata.
Compio spesso escursioni attraverso i parchi nazionali americani per fotografare la natura.
Sento ogni volta la sfida di scattare la foto giusta al momento giusto della giornata, e sono noto per aver perso un giorno di vacanza perché al primo tentativo la luce o le condizioni meteo non erano quelli giusti. Le città che trovo più interessanti sono quelle europee. Così tanta storia e bellezza concentrati in piccoli spazi. Quel che rende Venezia la mia città preferita sono gli infiniti panorami e anche scenette.
Ad ogni mio ritorno, mi si presentano nuove possibilità di scattare una foto ancora migliore della volta precedente, o di scoprire qualcosa che non conoscevo ancora. Non mi stanco mai di visitare Venezia e delle tranquille passeggiate al mattino o alla sera tardi, i momenti che preferisco per catturare la vera bellezza della città. Ma più Venezia diventa una città da turismo giornaliero mordi e fuggi, più diventa cogliere questi scatti perfetti. Questo però non ha freddato completamente il mio entusiasmo. Mi piace guardare altre fotografie di Venezia, per vedere come altri hanno catturato l’essenza della città in un modo che potrebbe essermi sfuggito. Guardo sempre alle mie future visite a Venezia per rinnovare legami ed amicizie con chi vi ho incontrato negli anni.
Grazie per aver apprezzato la mia foto ed avermi permesso di condividere il mio amore per questa stupenda città.

Grazie a te Cleve per aver condiviso con noi i tuoi ricordi e le tue emozioni!

 

ARCHIVIO PRIMA EDIZIONE:

Clicca qui per le foto vincitrici e l’albo dei finalisti 2016!

Grand Prize 2016 (+ Premio Marzo 2016): Annik Susemihl (Germania)
vince: quanto sopra più un “week-end a Venezia” (2 notti) e viaggio per 2 persone,
e una mostra personale a Giudecca 795 Art Gallery.
Un omaggio alle mani, al lavoro, all’esperienza. Paola Volpe (I) e Rosemary Wilmot (UK) sono seconda e terza classificata.

 

annik susemihl http://www.onedayinvenezia.com
Special Prize 2016: Ettore Umberto Chernetich (Italia)
vince: pubblicazione della sua foto sul sito della 795 art gallery come “guest artist” per un mese; intervista in galleria per presentare altri suoi lavori
Un divertente gioco ottico in cui le passerelle predisposte (rovesciate) predisposte per l’acqua alta “sostengono” Veneziapremiospeciale2016-ettore umberto chernetich http://www.onedayinvenezia.com
 

 

I finalisti per il Grand Prize 2016)  si raccontano…

Clicca qui ! Continua a leggere per conoscere gli altri vincitori mensili. E il prossimo vincitore sarà….. potresti essere tu?

 

nextmonthwinner

 

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